Disinfestazione contro i tarli del legno
A causa della sua natura organica il legno è, fra i materiali da costruzione, quello che più risente dei problemi di degrado e deperimento dovuto agli insetti xilofagi (Tarli).
In particolare, fra questi ricordiamo
Hylotrupes bajulus "Capricorno o tarlo dei tetti" e
Anobium punctatum " Anobio o tarlo del legno".
Principali specie nocive
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Hylotrupes bajulus L.
Il "Capricorno" è un Coleottero Cerambicide noto in tutto il mondo per l'intensità dei suoi attacchi e la gravità dei suoi danni. L'insetto è lungo dai 17 ai 25 mm; ha un colore che va dal marrone al nero ed è dotato di lunghe antenne da cui deriva l'appellativo di "Capricorno". Le larve sono di colore biancastro ed arrivano a misurare anche 25 mm di lunghezza.
Pur essendo un insetto di origine forestale è andato man mano acquistando abitudini sempre più urbane e domestiche tant'è che negli ultimi 20 anni i danni da esso arrecati sono enormemente aumentati.
Una volta penetrato negli edifici e nelle abitazioni il "Capricorno" è attratto irresistibilmente dal legname in opera ed in special modo dalle travi dei tetti costruiti con legni di Conifere (abete, pino, larice).
I legni duri, ed anche quelli con più di 100 anni di vita, sono difficilmente attaccati da questa specie.
Le femmine di questa specie, grazie ad un lungo ovopositore, depongono fino a 400 uova nelle strette fessure delle travi, dalle quali, dopo 7-12 giorni, si svilupperanno delle larve bianche e cilindriche che cominceranno subito a scavare nel legno numerose gallerie larghe anche 1 cm.
In genere, nel nostro Paese, la maturità delle larve viene raggiunta dopo 2 anni ma, a volte, secondo la temperatura, l'umidità e l'età del legno, sono necessari molti più anni. Una volta mature le larve si impupano in piccole cellette. Gli adulti sfarfallano sempre in piena estate e non di rado è possibile osservare qualche esemplare in prossimità delle finestre nel tentativo di uscire.
Generalmente le gallerie del "Capricorno" non intaccano mai la superficie esterna del legname, tant'è che spesso ci si accorge della loro presenza solo dai caratteristici fori ovali di sfarfallamento e quando l'infestazione è inoltrata.
Spesso una trave può sembrare all'aspetto perfettamente sana ma dietro un sottile strato di legno intatto può nascondersi una fitta rete di gallerie, per cui pericoli di improvvisi cedimenti possono incombere su costruzioni apparentemente stabili.
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Anobium punctatum D.
Un altro insetto xilofago, appartenente alla famiglia degli Anobidi, estremamente dannoso per tutto il legname lavorato ed in opera è rappresentato senza dubbio da Anobium punctatum, noto più comunemente come "tarlo del legno o dei mobili".
E' questo un insetto di colore scuro, lungo 3-5 mm, con il capo indistinto ed infossato nel torace.
Non di rado è possibile osservare, nelle abitazioni infestate, qualche esemplare durante i mesi primaverili estivi quando, dopo gli sfarfallamenti, avvengono gli accoppiamenti.
Le femmine di questa specie depongono le uova nelle fessure di ogni tipo di legname sia di conifere che di latifoglie, anche molto vecchio e povero di amido e proteine, in quanto le larve sono in grado di utilizzare meglio di qualsiasi altro coleottero xilofago la lignina e la cellulosa.
Le gallerie scavate dalle larve sono spesso tortuose e si intersecano fra loro fino a togliere, in caso di forte attacco, ogni resistenza meccanica al legno.
La presenza di questa specie si manifesta con la comparsa, sulla superficie del legno, dei caratteristici fori circolari di farfallamento, larghi da 1 a 2 mm, accompagnati dalla fuoriuscita di rasura accumulata dalle larve all'interno delle gallerie.
Possibilità di controllo
Indagini preliminari
La SIDABO è in grado di fornire una assistenza tecnica qualificata capace di effettuare accurati sopralluoghi e diagnosticare il tipo e l'intensità delle infestazioni in atto grazie ad una innovativa apparecchiatura elettroacustica in grado di riconoscere la specie presente e di visualizzarla graficamente.
Tecniche di intervento
La SIDABO è in grado di attuare le più attuali metodologie d'intervento contro gli insetti xilofagi ed in particolare ricordiamo:
a)
tecnica dell'aria calda;se per l'Italia questa rappresenta forse la più importante novità degli ultimi tempi nella lotta agli insetti xilofagi, non lo è altrettanto per molti paesi del Nord Europa dove questo procedimento è impiegato con successo da molti anni.
La metodologia si basa su studi scientifici che dimostrano come tutti gli insetti xilofagi siano distrutti (in ogni stadio di sviluppo) quando il legname viene portato ad una determinata temperatura.
Non esistono rischi per le strutture a causa delle temperature raggiunte né problemi di autocombustione perché i normali materiali da costruzione (abeti, pini ecc..) possiedono un punto di infiammazione molto superiore a quello raggiunto.
c)
trattamento con anidride carbonica; questo tipo di intervento viene effettuato all'interno di speciali camere stagne in materiale plastico ed è particolarmente adatto per mobili di pregio (tavoli, sedie, cornici ecc...). Il sistema prevede l'aspirazione dell'ossigeno presente all'interno della camera e l'introduzione di anidride carbonica che andrà a saturare completamente l'ambiente.
Essa provocherà, nel giro di alcuni giorni, la morte per asfissia degli insetti presenti.
Il sistema è privo di pericoli per l'uomo e l'anidride carbonica è un gas di libero acquisto e trasporto.
d)
trattamento con onde elettromagnetiche;è questa una nuova e interessante tecnologia che si sta affacciando in questo settore e che consente di debellare la presenza degli insetti xilofagi.
Alcuni aspetti legati alla sicurezza del trattamento ne consigliano tuttavia ulteriori approfondimenti.





